Editoriale di Andrea Lenzi
Una giornata particolare
La Giornata Mondiale del Diabete (WDD) è la più grande campagna di sensibilizzazione sul diabete al mondo che raggiunge un pubblico globale di oltre 1 miliardo di persone in oltre 160 paesi. Si celebra ogni anno il 14 novembre, il compleanno di Sir Frederick Banting, che ha co-scoperto l’insulina insieme a Charles Best nel 1922.
La WDD è stata creata nel 1991 dalla Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è diventata una Giornata ufficiale delle Nazioni Unite nel 2006 con l’approvazione della Risoluzione 61/225 delle Nazioni Unite.
La Giornata Mondiale del Diabete (WDD) è una giornata particolare, perché non è solo celebrativa, ma è una vera e propria chiamata all’azione per offrire una vita migliore per le persone con diabete, una iniziativa globale che mira a puntare i riflettori sull’importanza del benessere nella cura del diabete. Una Giornata nata per incoraggiare le persone a condividere apertamente le loro storie, la loro routine e le loro sfide per creare una comunità globale solidale e sostenere migliori pratiche di cura che affrontino non solo gli aspetti fisici, ma anche quelli mentali ed emotivi della convivenza con il diabete.
Per i milioni di persone che convivono con il diabete, la vita quotidiana può essere una lotta e una vita piena di sacrifici, che devono affrontare ogni momento della giornata – casa, lavoro, scuola – con costante cautela e mettendo uno sforzo extra in tutte le loro attività. Questa è la responsabilità quotidiana di vivere con il diabete. La vita della persona con diabete costringe a essere più resiliente, organizzato e responsabile. Significa che deve pensare a tutto ciò che mangia e prendersi più cura di se stesso che degli altri: anche il compito più semplice richiede molte decisioni in più rispetto alla routine quotidiana. Per molte persone può significare anche stigma e bullismo. Può rendere più difficile vedere un futuro più luminoso davanti a se. E se non si ha accesso alle cure, diventa una questione di vita o di morte. Questo avviene in molti paesi, dove è ancora insufficiente l’accesso alle cure e ai trattamenti.
Ma mentre la vita con il diabete ha un impatto sia sul benessere fisico che mentale di milioni di persone, la cura del diabete è spesso limitata alla sola gestione della glicemia. Questo lascia molte persone a rischio di essere sopraffatte dalla loro condizione.
In questa Giornata Mondiale del Diabete mettiamo il benessere al centro della cura del diabete prima che la condizione travolga altre persone. Apriamoci in maniera concreta nel migliorare il benessere psicofisico e mentale e iniziamo tutti quanti assieme ad intraprendere la strada del cambiamento di cui abbiamo bisogno per una vita migliore della persona con diabete.
Il rapporto tra salute, qualità della vita e ambiente è ormai un tema di centrale interesse per le scienze sociali, ambientali e sanitarie. L’urbanizzazione, la diffusione di stili di vita non salutari e l’invecchiamento della popolazione possono interagire con i determinanti sociali, culturali ed economici di salute in grado di determinare alterazioni metaboliche e biologiche che predispongono a patologie croniche. Le città possono essere un determinante positivo di salute, ma anche comportare problemi sanitari di forte impatto, causati dall’inquinamento atmosferico e acustico, dagli incidenti stradali, dall’adozione di stili di vita non sani e dalla diffusione di agenti infettivi in condizioni di sovraffollamento.
I fenomeni del crescente inurbamento e della conseguente urbanizzazione sono collegati soprattutto alla crescita drammatica delle Malattie Croniche Non Trasmissibili (MCNT), come cardiopatie, diabete, broncopneumopatie e tumori, un fenomeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente definito “la nuova epidemia urbana”. Alla base delle principali MCNT ci sono fattori di rischio comuni e modificabili, come alimentazione scorretta, consumo di tabacco, abuso di alcol, mancanza di attività fisica. Queste “cause” possono generare quelli che vengono definiti “fattori di rischio intermedi”, ovvero: ipertensione, glicemia elevata, ipercolesterolemia e obesità. Le MCNT sono legate, tuttavia, anche a determinanti impliciti, spesso definiti come “cause delle cause”: la
globalizzazione, l’urbanizzazione, le politiche ambientali, l’invecchiamento progressivo della popolazione e la povertà.
La Giornata Mondiale del Diabete deve servire a sensibilizzare le istituzioni affinché il diabete diventi una priorità nell’agenda socio-sanitaria del nostro Paese.
