CITTÀ E SALUTE: UN BINOMIO VINCENTE PER IL FUTURO.

“PRENDERSI CURA DI SPAZI E PERSONE. CITIES FOR BETTER HEALTH”

Silvia Castronovi, Giornalista, Direttore Public Relations I-COM Istituto per la competitività

Quanto possono influire le nostre città e un ambiente salutare sulla nostra salute? Moltissimo, a giudicare dal webinar “Prendersi cura di spazi e persone. Cities for better health” tenutosi il 4 novembre presso la sede dell’Istituto per la Competitività-I-Com, al quale hanno preso parte i seguenti relatori esperti del settore:

Stefano DA EMPOLI, Presidente I-Com; Thomas OSBORN, Direttore Area Salute I-Com; Andrea LENZI, Presidente Health City Institute, Direttore Cattedra Unesco Università Roma Sapienza e Presidente CNBBSV Presidenza del Consiglio dei Ministr; Federico SERRA, Segretario Generale Health City Institute e Cities+; Riccardo CANDIDO, Presidente FeSDI; Michele CARRUBA, Presidente emerito Centro Studio e Ricerca su Obesità Università degli Studi di Milano; Annamaria COLAO, Direttore Cattedra UNESCO “Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile” Università Federico II di Napoli; Michelangelo GIAMPIETRO, Direttore Sanitario Istituto di Medicina dello Sport e Salute; Fabio PAGLIARA, Presidente Fondazione Sport City; Marilisa PLESCIA, Public Affairs manager Novo Nordisk; Gianmarco REVEL, Delegato alla Ricerca EU Università Politecnica delle Marche e Presidente Comitato Esecutivo CCD Regione Marche; Chiara SPINATO, Responsabile Ufficio Salute e Integrazione sociosanitaria ANCI  e Renato Di Rocco dirigente sportivo italiano, presidente della Federazione Ciclistica.

Organizzato da HCI, Cities+ e I-Com con il contributo di Novo Nordisk, il webinar ha esplorato il ruolo cruciale delle partnership pubblico-private nella promozione della salute urbana. Tra i temi trattati, la prevenzione dell’obesità infantile e del diabete, la promozione di un’alimentazione sana e lo sviluppo di iniziative per rendere l’attività fisica più accessibile.

È stato un’interessante confronto con tanti spunti relativamente a politiche e servizi per le città sempre più attente ai temi del benessere fisico e psicologico che mediante politiche di strategia interconnesse infrastrutturali intelligenti, anche avvalendosi delle nuove tecnologie,  possono non solo curare ma anche prevenire patologie invalidanti per la qualità della vita.

Gli interventi hanno sottolineato l’importanza di un approccio olistico alla salute, che tenga conto della rapida urbanizzazione e dell’invecchiamento della popolazione. Le città devono diventare spazi inclusivi, capaci di prevenire patologie invalidanti e migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, cercando di non dimenticare nessuno, dai più fragili ai bambini, in un’ottica sempre più volta alla prevenzione oltre che alla cura della salute.

La salute nelle città va garantita non solo dall’azione della medicina clinica, ma anche da un’interazione fra biologi, allergologi, endocrino metabolici, cardiologi, psicologi, sociologi, statisti in modo da inglobare le competenze sanitarie e sociologiche. Proprio alla luce di questa considerazione l’HCI ha costituito un’ alleanza fra circa un centinaio di società medico scientifiche e di area sociale per la produzione di dati solidi ed affidabili in modo da costruire delle politiche atte a garantire un benessere solido e strutturato nelle nostre città. Fondamentale oltre che a garantire più salute  pei i cittadini, in modo non solo da aggiungere anni alla vita, ma buoni anni alla vita.

Le patologie come quelle del diabete, che oramai affligge mezzo miliardo di persone e che nel  2050 si prevede aumentino fino a un miliardo e 300 milioni e dell’obesità,  considerata come malattia cronica non più solo problema individuale, ma sociale, sono maggiormente diffuse dove le condizioni sociali e culturali sono meno agiate e dove c’è maggior inquinamento.

Oltre ad una corretta alimentazione un protagonista fondamentale per la prevenzione di  molte patologie e per favorire il benessere fisico e psichico è l’attività fisica e le città devono consentire che si possa facilmente e regolarmente praticare sport a tutte le età, per tutte le condizioni socio economiche anche garantendo spazi adeguati, com’è tra l’altro nelle finalità dell’Agenzia Governativa “Sport e Salute”.

Il cittadino, inoltre, deve essere reso   consapevole con progetti di educazione ed informazione sui corretti e sani stili di vita in modo che possa esso stesso esserne un artefice.

La Citizen Science va proprio in questo direzione attraverso una nuova modalità di ricerca, avvalendosi della tecnologia,  che rende i cittadini attori mediante il loro coinvolgimento in progetti sulla sostenibilità a 360° , come nel caso del progetto “Socio B “ sulla qualità dell’aria, messo in atto dall’Università delle Marche o come i progetti di rigenerazione urbana sulla Missione 5 della componente 2 dell’ANCI che coinvolgono circa 400 Comuni o i 131 progetti PINQUA sulla qualità dell’abitare in 500 Comuni.

In conclusione, l’auspicio è di creare sinergie che garantiscano città sostenibili dove nascere, crescere e invecchiare in salute, con politiche virtuose che promuovano mobilità sostenibile, attività sportive e spazi umano centrici.