SCIENCE FOR CITIES- ALLIANCE FOR URBAN HEALTH AND BETTER LIFE

Oltre 3 miliardi di persone oggi vivono in città metropolitane e megalopoli. Nel 2007, la popolazione mondiale che vive nelle città ha superato per la prima volta nella storia il 50% e questa percentuale è in crescita, come le stime indicate dal WHO ci dicono,  nel 2030, 6 persone su 10 vivranno nei grandi agglomerati urbani. ma è una stima che se proiettata nel futuro ci porta a dover considerare che nel 2050 sarà del 70% in numero di abitanti dei grandi contesti urbani.

Dobbiamo prendere atto che è un fenomeno sociale inarrestabile ed una tendenza irreversibile che va amministrata e studiata sotto innumerevoli punti di vista quali l’assetto urbanistico, i trasporti, il contesto industriale e occupazionale e soprattutto la salute.

Le città e il loro modello di sviluppo sono oggi in prima linea nella lotta contro le criticità connesse alla crescente urbanizzazione, tra cui la salute pubblica occupa un posto di primaria importanza. Nel settembre del 2015, 193 Stati membri delle Nazioni Unite si sono riuniti a New York con l’obiettivo di adottare una nuova serie di 17 obiettivi  di Sustainable Development Goals (SDGs). I nuovi  SDGs coprono una vasta gamma questioni di critiche come porre fine alla povertà, il raggiungimento universale dell’istruzione e la lotta ai cambiamenti climatici, ma è importante come per la prima volta sia stato inserito un preciso obiettivo  (SDG 11) dedicato a rendere le città inclusiva, sicura, sostenibile e capace di affrontare il cambiamento. Obiettivi chiave per raggiungere questo obiettivo come lo sviluppo abitativo, la qualità dell’aria, la buona alimentazione e il trasporto vengono individuati chiaramente e diventano importanti determinanti della salute delle persone nelle città.

Ma è importante considerare come migliorare la salute rimane una priorità globale nella programmazione che va dal  2016 al 2030 con un particolare punto (SDG 3) focalizzato sulla realizzazione della promozione del  benessere psico-fisico per tutti e per tutte le fasce le età. La prevalenza e alta densità della popolazioni nelle metropoli, la complessità dei fattori di rischio che influenzano la salute, l’impatto delle disuguaglianze sulla salute, l’impatto sociale ed economico e sono temi da affrontare e discutere, per agire concretamente  sui determinanti della salute e non con interventi a spot che spesso non risolvono nulla e non permettono di comprendere a pieno la sfida alla quale siamo chiamati.

Le città oggi non sono solo motori economici per i Paesi, ma sono centri di innovazione chiamati a gestire e rispondere alle drammatiche transizioni demografiche ed epidemiologiche in atto.

Science for Cities è una alleanza scientifica, promosso dall’Health City Institute, costituita da più di 100 soggetti scientifici (es. associazioni e società scientifiche, fondazioni, comitati scientifici, gruppi di ricerca) interessati ad agire sui determinanti sociali della salute nelle città e in ambito urbano,  che opera attraverso la collaborazione e coalizione tra partner quali, ad esempio, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, Il CNBBSV della Presidenza del Consiglio, l’ANCI, CITIES+, le città metropolitane, i comuni, i servizi sanitari e di assistenza, le università, le imprese, le organizzazioni che promuovono l’attivismo dei cittadini, le associazioni volontarie, religiose e comunitarie, del  terzo settore e altre istituzioni pubbliche, interessate ai temi dell’urban health e alla salute nelle città come bene comune.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, coerentemente con l’art.32 della nostra Costituzione, considera la salute diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, ritenendola anche un formidabile fattore competitivo per le Nazioni.                                                                                   In questo senso la salute è considerata indissolubilmente legata alla sanità di cui rappresenta un fondamentale, ancorché ovviamente non unico determinante, che trova nelle città la culla delle opportunità e dei problemi che assieme sindaci, autorità sanitarie, accademici, ricercatori ed esperti sono chiamati ad analizzare, condividere, affrontare e risolvere.

L’esponenziale sviluppo urbano, cui il mondo ha assistito ha modificato profondamente lo stile di vita della popolazione e seguita a trasformare il contesto ambientale e sociale in cui viviamo molto rapidamente.

L’urbanizzazione crea nuovi problemi: riduce l’equità, genera tensioni sociali e introduce minacce per la salute delle persone. La configurazione attuale delle città e, più in generale l’urbanizzazione, presentano per la salute pubblica e individuale tanti rischi ma anche molte opportunità.

Se infatti le città sono pianificate, ben organizzate e amministrate coscientemente, si può dare vita ad una sinergia tra istituzioni, cittadini e professionisti in grado di migliorare le condizioni di vita e la salute della popolazione.

Questo nuovo concetto di salute, dunque, non si riferisce meramente alla sopravvivenza fisica o all’assenza di malattia ma si amplia, comprendendo gli aspetti psicologici, le condizioni naturali, ambientali, climatiche e abitative, la vita lavorativa, economica, sociale e culturale. Nel considerare ciò non è più possibile trascurare il ruolo delle città come promotrici di salute.

A tal proposito l’OMS ha coniato il termine “healthy city”, che non descrive una città che ha raggiunto un particolare livello di salute pubblica, piuttosto una città che è conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che, quindi, mette in atto delle politiche chiare per tutelarla e migliorarla.

La salute non risulta essere più solo un “bene individuale” ma un “bene comune” che chiama tutti i cittadini all’etica e all’osservanza delle regole di convivenza civile, a comportamenti virtuosi basati sul rispetto reciproco.

Il bene comune è dunque un obiettivo da perseguire sia da parte dei cittadini, sia dei sindaci e degli amministratori locali e anche del mondo scientifico, che devono proporsi come garanti di una sanità equa, facendo sì che la salute della collettività sia considerata un investimento e non solo un costo.

L’organizzazione della città e, più in generale, dei contesti sociali e ambientali, è in grado di condizionare e modificare i bisogni emergenti, gli stili di vita e le aspettative dell’individuo, fattori che dovrebbero, dunque, essere considerati nella definizione ed orientamento delle politiche pubbliche.

Si stima che nei prossimi decenni la popolazione urbana rappresenterà il 70% della popolazione globale. In Italia il 37% della popolazione risiede nelle 14 Città Metropolitane e il tema della salute sta diventando una priorità di azione amministrativa da parte dei Sindaci.

La città può offrire grandi opportunità di integrazione tra servizi sanitari, servizi sociali, servizi culturali e ricreativi.

Il futuro della sostenibilità dei sistemi sanitari nel mondo non può, però, prescindere dallo studio dei determinati della salute nelle grandi città, tema al quale il mondo scientifico deve e può contribuire.