SCIENCE FOR CITIES

alliance for urban health and better life

Disciplinare tra HCI e ogni parte interessata a far parte dell’alliance

Struttura e Obiettivi dell’Alliance

Chi siamo

Science for Cities è una alleanza scientifica, promosso dall’Health City Institute, costituita da più di 100 soggetti scientifici (es. associazioni e società scientifiche, fondazioni, comitati scientifici, gruppi di ricerca) interessati ad agire sui determinanti sociali della salute nelle città e in ambito urbano,  che opera attraverso la collaborazione e coalizione tra partner quali, ad esempio, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, Il CNBBSV della Presidenza del Consiglio, l’ANCI, CITIES+, le città metropolitane, i comuni, i servizi sanitari e di assistenza, le università, le imprese, le organizzazioni che promuovono l’attivismo dei cittadini, le associazioni volontarie, religiose e comunitarie, del  terzo settore e altre istituzioni pubbliche, interessate ai temi dell’urban health e alla salute nelle città come bene comune.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, coerentemente con l’art.32 della nostra Costituzione, considera la salute diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, ritenendola anche un formidabile fattore competitivo per le Nazioni.                                                                                   In questo senso la salute è considerata indissolubilmente legata alla sanità di cui rappresenta un fondamentale, ancorché ovviamente non unico determinante, che trova nelle città la culla delle opportunità e dei problemi che assieme sindaci, autorità sanitarie, accademici, ricercatori ed esperti sono chiamati ad analizzare, condividere, affrontare e risolvere.

L’esponenziale sviluppo urbano, cui il mondo ha assistito ha modificato profondamente lo stile di vita della popolazione e seguita a trasformare il contesto ambientale e sociale in cui viviamo molto rapidamente.

L’urbanizzazione crea nuovi problemi: riduce l’equità, genera tensioni sociali e introduce minacce per la salute delle persone. La configurazione attuale delle città e, più in generale l’urbanizzazione, presentano per la salute pubblica e individuale tanti rischi ma anche molte opportunità.

Se infatti le città sono pianificate, ben organizzate e amministrate coscientemente, si può dare vita ad una sinergia tra istituzioni, cittadini e professionisti in grado di migliorare le condizioni di vita e la salute della popolazione.

Questo nuovo concetto di salute, dunque, non si riferisce meramente alla sopravvivenza fisica o all’assenza di malattia ma si amplia, comprendendo gli aspetti psicologici, le condizioni naturali, ambientali, climatiche e abitative, la vita lavorativa, economica, sociale e culturale. Nel considerare ciò non è più possibile trascurare il ruolo delle città come promotrici di salute.

A tal proposito l’OMS ha coniato il termine “healthy city”, che non descrive una città che ha raggiunto un particolare livello di salute pubblica, piuttosto una città che è conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che, quindi, mette in atto delle politiche chiare per tutelarla e migliorarla.

La salute non risulta essere più solo un “bene individuale” ma un “bene comune” che chiama tutti i cittadini all’etica e all’osservanza delle regole di convivenza civile, a comportamenti virtuosi basati sul rispetto reciproco.

Il bene comune è dunque un obiettivo da perseguire sia da parte dei cittadini, sia dei sindaci e degli amministratori locali e anche del mondo scientifico, che devono proporsi come garanti di una sanità equa, facendo sì che la salute della collettività sia considerata un investimento e non solo un costo.

L’organizzazione della città e, più in generale, dei contesti sociali e ambientali, è in grado di condizionare e modificare i bisogni emergenti, gli stili di vita e le aspettative dell’individuo, fattori che dovrebbero, dunque, essere considerati nella definizione ed orientamento delle politiche pubbliche.

Si stima che nei prossimi decenni la popolazione urbana rappresenterà il 70% della popolazione globale. In Italia il 37% della popolazione risiede nelle 14 Città Metropolitane e il tema della salute sta diventando una priorità di azione amministrativa da parte dei Sindaci.

La città può offrire grandi opportunità di integrazione tra servizi sanitari, servizi sociali, servizi culturali e ricreativi.

Il futuro della sostenibilità dei sistemi sanitari nel mondo non può, però, prescindere dallo studio dei determinati della salute nelle grandi città, tema al quale il mondo scientifico deve e può contribuire.

Come agiamo  

aggrega entità scientifiche di riconosciuta integrità e di comprovato merito che si uniscano all’organizzazione per un sentimento civico comune di contributo al miglioramento della salute nel nostro Paese e delle nostre città;

Science for Cities è apartitico ed indipendente e non persegue particolari dottrine economico-sociali o scuole di pensiero politico, economico, sociale e clinico: l’obiettivo è fare proposte per migliorare la salute in Italia e partendo dalle Città come aggregazione delle esigenze locali dei cittadini in tema di salute;

Science for Cities, intende coinvolgere la società civile traducendo in un linguaggio comprensibile l’impatto sociale delle proprie proposte in tema di miglioramento della salute negli ambienti urbani;

 Il dialogo e confronto di Science for Cities con le Istituzioni è leale, trasparente, coinvolgente, aperto e costruttivo.

A cosa ci ispiriamo

L’azione dell’alliance si ispira al Manifesto della salute nelle città come bene comune

Il Manifesto delinea i punti chiave che possono guidare le città a studiare ed approfondire i determinanti della salute nei propri contesti urbani e a fare leva su di essi per escogitare strategie per migliorare gli stili di vita e lo stato di salute del cittadino. Ogni punto del Manifesto contiene le azioni prioritarie per il raggiungimento di questo obiettivo, promuovendo, a partire dall’esperienza internazionale, partenariati pubblico–privato per l’attuazione di progetti di studio sull’impatto dei determinanti di salute nei contesti urbani;

L’azione dell’Health City Institute si ispira ai 10 punti qualificanti dell’azione sulla salute urbana espressi nel Manifesto.

Il Manifesto è stato realizzato grazie al contributo di un board di esperti e ha come primi firmatari il Ministro della Salute e il Presidente dell’ANCI e viene adottato dalle parti interessate e aderenti a Science for Cities.

Alla stesura e revisione del MANIFESTO SULLA SALUTE NELLE CITTÀ COME BENE COMUNE  hanno contribuito 208 esperti e 36 tra Istituzioni, enti, università, società scientifiche, associazioni pubbliche e private.

Il Manifesto è stata la base ed ha ispirato, il parere del Comitto delle Regioni dell’Unione Europea, NAT-VI/016 approvato nella 123° sessione plenaria dell’11 e 12 maggio 2017 “La salute nelle città: bene comun”,  la risoluzione Roma Urban Health Declaration presentata e firmata in occasione del G7 il 11 Dicembre 2017, l’Urban

Diabetes Declaration, adottata da 46 città a livello mondiale e documenti governativi, ministeriali e di riferimento per le amministrazioni comunali.

Il Manifesto è stato edito nel luglio del 2016, con una prima revisione febbraio 2021 e una seconda revisione marzo 2023

I DIECI PUNTI DEL MANIFESTO CHE GUIDANO L’AZIONE

OGNI CITTADINO HA DIRITTO AD UNA VITA SANA ED INTEGRATA NEL PROPRIO CONTESTO URBANO. BISOGNA RENDERE LA SALUTE DEI CITTADINI IL FULCRO DI TUTTE LE POLITICHE URBANE

Migliorare la qualità dell’ambiente urbano è uno dei principali obiettivi delle Istituzioni Internazionali (come Nazioni Unite, World Health Organization e  Unione Europea), che stabiliscono misure di cooperazione e linee direttive, rivolte agli Stati membri e alle autorità locali, per rendere le città luoghi di vita, lavoro e investimento più attraenti, più verdi, più inclusivi e più sani. In Italia alcuni standard normativi per la protezione della salute umana non sono ancora rispettati in un largo numero di aree urbane.

Il miglioramento del contesto urbano deve essere l’obiettivo prioritario delle amministrazioni locali ed i cittadini devono essere coinvolti attivamente nelle scelte politiche;

Le amministrazioni devono impegnarsi nella promozione della salute e del benessere psicologico dei cittadini studiando e monitorando i determinanti della salute specifici del proprio contesto urbano, facendo leva sui punti di forza delle città e riducendo drasticamente i rischi per la salute;

Promuovere momenti di scambio tra gli enti deputati per un monitoraggio comune dei determinanti della salute specifici del proprio contesto urbano;

Prevedere modalità di partenariato pubblico – privato per la realizzazione delle politiche volte alla promozione della salute urbana;

Prevedere modalità di accesso ai servizi sanitari indipendentemente da genere, condizioni socioeconomiche e nazionalità;

Garantire equità all’accesso non solo ai punti di cura, ma ai servizi ecosistemici e quindi alle aree verdi come luoghi che li forniscono;

Promuovere politiche urbane che possano garantire l’equo accesso alla salute a livello urbano, studiarne l’impatto e monitorarne i risultati;

Contrastare il degrado delle periferie urbane, delle aree abbandonate e la privazione sociale, culturale ed economica;

Superare la compartimentazione delle politiche pubbliche introducendo la salute come tema trasversale di tutti i piani e i programmi adottati dalle amministrazioni.

ASSICURARE UN ALTO LIVELLO DI ALFABETIZZAZIONE E DI ACCESSIBILITÀ ALL’INFORMAZIONE SANITARIA PER TUTTI I CITTADINI E INSERIRE L’EDUCAZIONE SANITARIA IN TUTTI I PROGRAMMI SCOLASTICI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI RISCHI PER LA SALUTE NEL CONTESTO URBANO.

L’alfabetizzazione sanitaria (Health Literacy) è “la capacità di ottenere, elaborare e capire informazioni sanitarie di base e accedere a servizi necessari per effettuare scelte consapevoli”. Non tutti i cittadini però hanno lo stesso livello di alfabetizzazione sanitaria e ciò crea disuguaglianze. Per questo l’educazione sanitaria è uno strumento fondamentale nella promozione alla salute ed è fattore cruciale per il miglioramento dello stato di salute della popolazione. Numerosi studi evidenziano come un’educazione alla salute svolta nelle scuole risulti capace di ridurre la prevalenza di comportamenti rischiosi per la salute dei giovani. La scuola, più di qualsiasi altra istituzione, può aiutare a vivere in modo sano, contribuendo a far acquisire le conoscenze e le abilità necessarie ad evitare comportamenti rischiosi (alimentazione non salutare, attività fisica inadeguata, ecc.).

Promuovere percorsi formativi a livello regionale o locale indirizzati agli operatori sanitari e alle associazioni dei pazienti per permettere loro di valutare il grado di comprensione del cittadino ed esprimersi di conseguenza con linguaggio compatibile ed efficace;

Incentivare la formazione degli amministratori e dei tecnici delle amministrazioni locali  per promuovere l’integrazione della salute come tema trasversale in tutte le politiche e le azioni del comune;

Permettere ai cittadini, ai pazienti e alle loro associazioni di comunicare agevolmente e tempestivamente con il sistema sanitario, potendo trovare, comprendere e valutare le informazioni di volta in volta più appropriate per soddisfare i propri bisogni assistenziali, anche attraverso lo sfruttamento delle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali, tramite piattaforme digitali istituzionali;

Favorire l’empowerment delle associazioni, nell’organizzazione delle città,  per fare in modo che sviluppino il loro potenziale in grado di promuovere un lavoro di animazione territoriale per essere diventino di riferimento per le comunità e garantire una informazione diffusa e capillare; 

Promuovere e consolidare la collaborazione tra il mondo sanitario, quello dell’istruzione e delle comunità locali. In particolare realizzare una rete di operatori della salute di ASL e AO, scuole e Case della Comunità per definire precise linee di indirizzo per una corretta informazione sanitaria;

Promuovere lo sviluppo di un nuovo modello di medicina scolastica, servizio essenziale ormai quasi scomparso dalle scuole italiane, quale strumento di informazione e prevenzione;

Formare competenze professionali per lo sviluppo dell’approccio ONE HEALTH e diffondere la consapevolezza sul tema tra i giovani e la popolazione;

Contrastare le fake news sulla salute attraverso campagne di informazione nelle farmacie e via social;

INCORAGGIARE STILI DI VITA SANI NEI LUOGHI DI LAVORO, NELLE COMUNITÀ E NEI CONTESTI FAMILIARI

La promozione della salute nei luoghi di lavoro rappresenta oggi una strategia di frontiera che tiene conto degli effetti sinergici, sulla salute umana, dei rischi legati agli stili di vita e dei rischi professionali. Essa è fortemente raccomandata rispetto a diverse problematiche della sfera individuale e collettiva, quali fumo, attività motoria, corretta alimentazione.

Promuovere buone pratiche per la promozione della salute nei luoghi di lavoro e rafforzare il sistema di incentivi rivolto alle imprese socialmente responsabili che investono in sicurezza e prevenzione;

Pensare a forme di lavoro agili come lo “smart work” quale possibile strategia di miglioramento della salute e della sostenibilità nelle città, rompendo la dicotomia tra casa e lavoro, riducendo i tempi morti del trasporto al luogo di lavoro e favorendo la conciliazione tra vita di lavoro e vita di relazione;

Introdurre strumenti atti al controllo del rispetto delle norme sulla sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro in coerenza alle caratteristiche di tali contesti;

Incentivare attività tese al miglioramento della qualità di vita nelle comunità sociali e amministrative di riferimento (es. municipi, distretti, quartieri…) attraverso la promozione di stili di vita sani;

Incoraggiare i contesti familiari a migliorare il proprio stile di vita attraverso la sana alimentazione e la lotta alla sedentarietà.

PROMUOVERE UNA CULTURA ALIMENTARE E LA LOTTA ALLA POVERTÀ ALIMENTARE

Una sana alimentazione, assieme all’attività fisica, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’obesità. Secondo l’OMS l’obesità rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 2, di alcuni tumori, dell’artrosi, dell’osteoporosi ed strettamente correlata a diseguaglianze economiche, culturali e di accesso alle informazioni legate all’ambiente e al contesto  urbano nel quale si vive .

Delineare linee guida precise che tengano conto dei diversi contesti e dei diversi target della popolazione (es. menu scolastici anche in considerazione delle diversità culturali e religiose);

Organizzare eventi divulgativi e progetti di educazione alimentare sul territorio con particolare riferimento alla prevenzione dell’obesità e al sovrappeso a livello infanto-giovanile;

Favorire la presenza e la diffusione nel territorio cittadino di iniziative commerciali a catena ;

corta, incentivando la disponibilità e la reperibilità di cibi salutari e freschi e prevenendo il fenomeno della desertificazione alimentare dei quartieri urbani.

Promuovere iniziative contro lo spreco alimentare.

AMPLIARE E MIGLIORARE L’ACCESSO ALLE PRATICHE SPORTIVE E MOTORIE PER TUTTI I CITTADINI, FAVORENDO LO SVILUPPO PSICOFISICO DEI GIOVANI E L’INVECCHIAMENTO ATTIVO

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’ OCSE  indicano  nella sedentarietà una delle maggiori cause delle malattie croniche non trasmissibili.

Affrontare il peso dell’insufficiente attività fisica potrebbe prevenire migliaia di morti premature nell’UE e risparmiare miliardi nella spesa sanitaria.

Inoltre, l’UE e più in generale i paesi avanzati si trovano ad affrontare un rapido cambiamento della struttura demografica, e devono affrontare le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione sulle finanze pubbliche e sulle politiche di protezione sociale.

Il prolungamento della vita attiva in vecchiaia deve contribuire ad affrontare tali sfide.

Garantire a tutti i cittadini il libero ed equo accesso alle infrastrutture sportive e agli spazi verdi, con particolare attenzione alle persone in difficoltà socio-economica e in condizione di fragilità psicofisica e disabilità, secondo il principio dello “Sport di Cittadinanza”;

Eliminare le disuguaglianze territoriali soprattutto nelle periferie e nei quartieri con grande disagio socio-economico;

Favorire l’invecchiamento attivo attraverso la pratica sportiva e motoria;

Incentivare l’attività sportiva e motoria per i bambini e per i giovani anche tramite il coinvolgimento attivo delle famiglie, dei nonni e delle comunità abitative (condomini, centri di aggregazione sociale, parrocchie, società sportive…), delle scuole, dei pediatri, dei medici di medicina generale e, inoltre, delle campionesse e dei campioni sportivi, quali testimonial, con l’obiettivo di generare un virtuoso spirito emulativo, dal punto di vista non solo  agonistico e dei valori che lo sport promuove.

SVILUPPARE POLITICHE LOCALI DI TRASPORTO URBANO ORIENTATE ALLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E ALLA CREAZIONE DI UNA VITA SALUTARE

Gli scarsi investimenti nei trasporti pubblici urbani e nelle infrastrutture che consentano modalità attive di trasporto (consentire di muoversi in sicurezza in bicicletta o a piedi) costituiscono una delle principali barriere nel promuovere efficacemente uno stile di vita sano e attivo. Il trasporto attivo è correlato alla riduzione delle malattie respiratorie e cardiovascolari e l’incremento dell’attività fisica riduce il rischio di obesità, diabete, cancro e infarto.

Incoraggiare l’utilizzo delle modalità attive di trasporto tramite l’apposita creazione di strade, piste ciclabili sicure e ben collegate, nonché un efficiente sistema di trasporto pubblico locale;

Prevedere attività di sensibilizzazione dei cittadini verso scelte più efficienti (da un punto di vista economico, ambientale e di impatto sulla propria salute) di mobilità urbana.

CREARE INIZIATIVE LOCALI PER PROMUOVERE L’ADESIONE DEI CITTADINI AI PROGRAMMI DI PREVENZIONE PRIMARIA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE MALATTIE CRONICHE, TRASMISSIBILI E NON TRASMISSIBILI

Le malattie croniche non trasmissibili, soprattutto quelle cardiovascolari, il cancro, il diabete e i disturbi respiratori cronici, continuano a rappresentare il principale rischio

per la salute e lo sviluppo umano. Il PIANO D’AZIONE dell’OMS evidenzia come sia indispensabile, per lo sviluppo sociale ed economico di tutte le Nazioni, investire nella prevenzione di queste malattie, e come si tratti di una responsabilità di tutti i governi.

Collaborare con l’autorità sanitaria locale nello sviluppo di percorsi sociosanitari e di programmi di informazione sulla prevenzione;

Studiare i contesti urbani più idonei ad avvicinare il cittadino nello svolgimento delle sue attività quotidiane (luoghi di cura, luoghi di lavoro, luoghi ricreativi, strutture sportive, Case della Comunità, luoghi virtuali come siti internet di riferimento delle amministrazioni stesse) in cui veicolare – attraverso materiale cartaceo o virtuale – messaggi chiave per la prevenzione;

Attivare campagne di informazione e marketing sociale sulla prevenzione attraverso l’utilizzo delle piattaforme digitali;

Promuove la medicina di prossimità con il coinvolgimento dei medicini di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, delle case di comunità e dei farmacisti per garantire accesso all’informazione, alla prevenzione e alla cura.

INTERVENIRE PER PREVENIRE E CONTENERE L’IMPATTO DELLE MALATTIE TRASMISSIBILI INFETTIVE E DIFFUSIVE, PROMUOVENDO E INCENTIVANDO I PIANI DI VACCINAZIONE, LE PROFILASSI E LA CAPACITÀ DI REAZIONE DELLE ISTITUZIONI COINVOLTE, CON LA COLLABORAZIONE DEI CITTADINI.

L’emergenza COVID-19 ha evidenziato le enormi difficoltà del mondo globalizzato nel prevenire le emergenze derivanti dall’epidemia, rispondere rapidamente alla minaccia e mitigarne gli effetti.  La ROME DECLARATION del Global Health Summit dei Paesi del G20 ha sottolineato la necessità di impegni sinergici a tutti i livelli. Evidenze epidemiologiche mostrano che le epidemie sono eventi ciclici: intensificare gli sforzi nel momento della minaccia e dimenticarsene una volta passato il pericolo non è una strada che si possa continuare a percorrere. È necessario che le amministrazioni comunali intervengano a:

Sviluppare, in collaborazione con le autorità sanitarie locali e le Regioni, programmi di sorveglianza sulla prevenzione della diffusione delle malattie trasmissibili infettive e diffusive causate da virus, batteri, funghi o altri agenti patogeni;

Creare e implementare a livello locale e cittadino, in collaborazione con le autorità sanitarie locali, le Regioni e il Governo, programmi di sorveglianza sulle questioni relative alla biosicurezza che vanno intesi come un controllo dei fattori inquinanti e

dannosi rilasciati nell’ambiente in modo volontario ed involontario (biosafety), fino alla prevenzione del rilascio volontario e malevolo nell’ambiente cittadino di agenti inquinanti, agenti pericolosi per la salute, agenti radioattivi e agenti patogeni;

Creare forti collaborazioni continue tra Istituzioni governative, regionali, cittadine, università, autorità sanitarie, istituti di ricerca pubblici e privati, professionisti della salute, imprese per studiare in maniera sinergica fenomeni quali la resistenza antibiotica, il contatto con la fauna selvatica in ambito urbano, i cambiamenti climatici e le pressioni sulla biodiversità, per individuare e controllare all’origine ogni possibile insorgenza e diffusione di nuovi agenti infettivi;

Ricoprire un ruolo attivo nella definizione preventiva di Piani di contenimento delle malattie trasmissibili infettive e diffusive, redatti da Stato e Regioni, con la collaborazione delle tecnostrutture del Servizio Sanitario Nazionale.

CONSIDERARE LA SALUTE DELLE FASCE PIÙ DEBOLI E A RISCHIO QUALE PRIORITÀ  PER L’INCLUSIONE SOCIALE NEL CONTESTO URBANO

Il diritto all’istruzione e alla salute sono diritti fondamentali dell’individuo, costituzionalmente garantiti e devono essere assicurati indipendentemente dalle condizioni personali, sociali ed economiche o di qualunque altra natura. Il persistere di condizioni peggiori dello stato di salute in aree svantaggiate delle città o l’emarginazione sociale delle fasce di popolazione più debole o disagiata, se da un lato è la manifestazione dell’effetto della povertà e del disagio sociale, dall’altro mina la coesione sociale dell’intera popolazione.

Adottare politiche tese a migliorare le condizioni sociali, economiche ed ambientali dei quartieri disagiati, sia con interventi “mean–tested”, che con interventi volti a migliorare il contesto urbano di riferimento;

Promuovere misure economiche e sociali mirate a migliorare l’inclusione sociale di tutte le categorie di popolazione considerate svantaggiate per condizioni economico-sociali, o per condizioni di salute come malattia e disabilità, promuovendo la loro partecipazione anche nelle attività sportive e ricreative;

Ogni città deve allinearsi agli standard più elevati di accessibilità e fruibilità dei servizi urbani per persone disabili, adeguando le infrastrutture sanitarie, la viabilità, l’accesso ai servizi pubblici, agli impianti sportivi e agli spazi ricreativi di qualsiasi tipo;

Promuovere politiche di prevenzione e inserimento socio – sanitario per le popolazioni di migranti anche ricorrendo a figure di mediatori culturali per arrivare ad un’integrazione a pieno titolo delle popolazioni migranti nella vita cittadina come priorità impellente per favorire la Salute nelle Città;

STUDIARE E MONITORARE A LIVELLO URBANO I DETERMINANTI DELLA SALUTE DEI CITTADINI, ATTRAVERSO UNA FORTE ALLEANZA TRA COMUNI, UNIVERSITÀ, AZIENDE SANITARIE, CENTRI DI RICERCA, INDUSTRIA E PROFESSIONISTI

I determinanti della salute sono elementi di rischio, che interagiscono nell’impostare, mantenere e alterare le condizioni di salute dei cittadini nel corso della loro vita. Tali determinanti possono riguardare l’ambiente, gli stili di vita, le condizioni socio-economiche, la genetica o la possibilità di accedere ai servizi.

Creare cabine di regia per lo studio e il monitoraggio dell’impatto dei determinanti della salute nel contesto urbano, prevedendo il coinvolgimento congiunto delle Amministrazioni Comunali, delle Autorità Sanitarie, delle Università e dei Centri di Ricerca;

Creare a livello delle amministrazioni comunali e delle ASL, capacità professionali e amministrative, di gestione della sanità pubblica, riconducibili alla figura dell’Health City Manager, quale professionista con competenze definite, che operi in sinergia con il sindaco e gli amministratori locali per coordinare e implementare le azioni riguardanti la salute pubblica, elaborando soluzioni innovative e inclusive in risposta alle istanze espresse dai cittadini;

Promuovere partnership multistakeholder per dare vita a politiche urbane che, sulla base degli studi sull’impatto dei determinanti della salute nelle città, possano dare vita a interventi “intelligenti” volti a ridurre i rischi per la salute e a promuovere un ambiente urbano sano e inclusivo;

Creare una conferenza permanente delle Aziende Ospedaliere delle Aree Metropolitane delegandole significative competenze e poteri decisionali in tema di pianificazione (piani obiettivo) e di erogazione di servizi sanitari ospedalieri.

Obiettivo Generale

Aggregare la comunità scientifica sullo studio dei determinanti della salute nelle citta per ridurre le disuguaglianze di salute e costruire. A tal fine, le Parti Interessate che partecipano all’Alliance si impegnano a contribuire a creare le condizioni che permettano di progettare, approvare e attuare soluzioni riguardante la salute in ambito urbano che affronti i determinanti socio-sanitari della salute nelle città.

Obiettivi Specifici durante i primi due anni di attività

Per il raggiungimento dell’Obiettivo Generale, le Parti Interessate, considerando la propria esperienza e campo di azione, si impegnano a contribuire al raggiungimento di uno o più degli Obiettivi Specifici elencati di seguito entro i primi due anni di attività:

  1. Partecipare a iniziative di comunicazione/formazione su buone pratiche ben documentate e organizzate da Science for Cities.
  2. Potenziare l’impatto di Science for Cities  attraverso il coinvolgimento di ulteriori Parti Interessate.   
  3. Progredire nella capacità di monitoraggio dei determinati di salute nelle città  il cui risultato atteso dipenderà dalla situazione iniziale di ogni territorio e dei dati al moment disponibili.
  4. Progredire nella capacità di sviluppare almeno un intervento pilota sui determinanti della  salute in ambito urbano e di valutare il suo impatto o di valutare l’impatto di interventi locali già svolti sia di matrice socio-sanitaria che non sanitaria. 
  5. Migliorare le sinergie e la collaborazione con le entità istituzionali, accademiche, scientifiche  esistenti sul Territorio che si occupano di urban health.

Aspetti Organizzativi

  • L’iniziativa Science for Cities  è promossa e coordinata dell’Health City Institute, che si avvarrà della propria organizzazione interna per supportarne le attivit.
  • Le Parti Interessate si avvarranno di in Comitato di Iniziativa dell’Alliance il cui compito è quello di armonizzare gli impegni e le attività delle Parti Interessate ed è composto , da un rappresentante del Ministero della Salute, un rappresentante dell’ANCI, da un rappresentante di Cities+, un rappresentante dell’ISS, un rappresentante del CNBBSV della Presidenza de Consiglio dei Ministri e  da un rappresentante di ogni parte aderente.
  • Il Comitato di Iniziativa dell’Alliance a seguito della costituzione di Science for Cities  si incontrerà in una riunione in presenza durante la quale verranno decise modalità (presenza/remoto), periodicità di incontri e pianificazione delle attività. A seguito della riunione sarà redatto a cura di HCI un documento di indirizzo soggetto ad aggiornamenti periodici.   

Comitato Consultivo degli esperti

Science for Cities  si avvale del supporto consultivo di un comitato consultivo degli esperti all’uopo individuati, in campo urbanistico, sociologico, epidemiologico, economico, sanitario, sportivo o di altri campi interessati all’urban health.

ELENCO SOCIETÀ ADERENTI AL PATTO

Associazione Allergologi Italiani Territoriali E Ospedalieri

Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione    

Associazione Dermatologi – Venereologi Ospedalieri Italiani E della Sanità Pubblica                                            

Associazione Italiana di Epidemiologia   

Accademia Italiana

Associazione Italiana Medici Oculisti

Associazione Italiana di Oncologia Medica                                                                                            

Associazione italiana di Psicologia                                                                                                            

Associazione Italiana Sociologia                                                                                                                 

Associazione Medici Diabetologi                                                                                                               

Associazione Medici Endocrinologi                                                                                                            

Associazione Nazionale Specialisti In Scienza Dell’alimentazione                                                 

CATTEDRA UNESCO                                                                                                                                        

Collegio dei Docenti Universitari di Odontoiatria                                                               

Comitato Naz. per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita                              

Conferenza Permanente Collegi Area Medica     

Federazione delle Associazioni Dirigenti Ospedalieri Interni                                                                          

Federazione delle Società Scientifiche Di Diabetologia                                                                    

Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente                       

Federazione Medico Sportiva Italiana                                                                                                     

Fondazione Fadoi                                                                                                                                            

IBDO FOUNDATION       

Intergr. Parlamentare Obesità Diabete e Mal. Croniche non Trasmissibili                 

Intergr. Parlamentare per la prevenzione e il controllo delle mal. infettive e tropicali

Intergr. Parlamentare per la prevenzione e la cura delle malattie oftalmologiche

Intergr. Parlamentare Qualità di Vita Nelle Città                                                                 

Intergr. Parlamentare sulle allergie respiratorie                                                                                 

Intergr. Parlamentare sulle malattie dermatologiche e la salute della pelle                            

Intergruppo Parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali                                                           

Istat                                                                                                                                                                      

ITCO FOUNDATION                                                                                                                                        

Società It. dell’ipertensione Arteriosa Lega It. contro L’ipertensione Arteriosa                      

Società Italiana Allergologia Immunologia Pediatrica                                                                        

Società Italiana delle Scienze Motorie e Sportive                                                               

Società Italiana dell’obesità        

Società IT. Dell’osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Mal. e dello Scheletro                                        

Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia                                                                    

Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità                                                              

Società Italiana di Cardiologia    

Società Italiana di Chirurgia                                                                                                         

Società Italiana di Chirurgia dell’obesità e delle Malattie Metaboliche                                     

Società Italiana di Diabetologia e delle Malattie Del Metabolismo                                             

Società Italiana di Genetica Umana                                                                                                         

Società Italiana di Gerontologia e Geriatria                                                                                          

Società Italiana di Ginecologia E Ostetricia                                                                                           

Società Italiana di Medicina Estetica                                                                                                        

Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie                                                          

Società Italiana di Medicina Interna

Società Italiana di Microbiologia                                                                                               

Società Italiana di Neurologia

Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo                                                                                                        

Società Italiana di Nutrizione Umana                                                                                                      

Società Italiana di Pediatria                                                                                                                         

Società Italiana di Psicopatologia                                                                                                              

Società Italiana di Reumatologia                                                                                                                 

Società Italiana di Scienze dell’alimentazione                                                                                      

Società Italiana di Scienze Oftalmologiche                                                                                            

Società Italiana Embriologia Riproduzione E Ricerca                                                                         

Società Italiana Endocrinologia  

Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica                                                                                                          

Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare

Società italiana per lo Studio Arteriosclerosi                                                                        

Società Italiana Pneumologia                                                                                                                     

Società Italiana Statistica Medica ed Epidemiologia Clinica            

Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica                                  

Society For Psychotherapy Research