EASO e la tassonomia dell’Obesità
Nuovi sviluppi e classificazioni per comprendere meglio la patologia.
Un nuovo linguaggio comune per l’obesità: la tassonomia EASO tradotta e adattata per l’Italia
L’European Association for the Study of Obesity (EASO) ha recentemente sviluppato una nuova tassonomia per l’obesità, con l’obiettivo di fornire un linguaggio comune e condiviso per la classificazione e la gestione di questa complessa condizione. Il documento, pubblicato sul sito ufficiale dell’EASO e su Nature (https://www.nature.com/articles/s41366-024-01565-9 ), rappresenta un passo fondamentale per migliorare la comunicazione tra operatori sanitari, ricercatori, istituzioni e pazienti.
Grazie a un importante sforzo di adattamento e traduzione, il documento è ora disponibile anche per il contesto italiano. Questo lavoro è stato coordinato da Eugenia Romano del King’s College di Londra, con il coinvolgimento di un gruppo di esperti di rilievo:
- Luca Busetto, EASO e Università di Padova, esperto nel trattamento clinico dell’obesità e delle sue complicanze metaboliche.
- Rocco Barazzoni, SIO e Università di Trieste, specializzato nel metabolismo e nella nutrizione clinica.
- Federico Serra, Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e NCDs, IBDO Foundation, promotore di iniziative legislative per la lotta alle malattie croniche.
- Georgia Colleluori, Università Politecnica delle Marche, ricercatrice focalizzata sulle implicazioni biologiche e genetiche dell’obesità.
- Sami Schiff, Università di Padova, esperto di medicina interna con focus sulle malattie metaboliche.
- Iris Zani, Associazione Amici Obesi, attivista per i diritti delle persone con obesità e la sensibilizzazione pubblica.
Obiettivi della nuova tassonomia
Questa iniziativa mira a garantire una maggiore uniformità nella terminologia e nelle definizioni relative all’obesità, facilitando così la ricerca scientifica, la pratica clinica e l’elaborazione di politiche sanitarie efficaci. L’adattamento italiano tiene conto delle specificità del nostro contesto sanitario e sociale, assicurando che il linguaggio utilizzato sia chiaro, accessibile e funzionale per tutti gli attori coinvolti nella lotta all’obesità.
La tassonomia prevede una classificazione multidimensionale basata su:
- Eziologia dell’obesità, che include fattori genetici, ambientali, comportamentali e metabolici.
- Gravità della condizione, distinguendo tra obesità lieve, moderata e severa sulla base di indicatori clinici.
- Complicanze associate, come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.
- Approcci terapeutici raccomandati, basati su evidenze scientifiche aggiornate e personalizzati per ciascun paziente.
Impatto sulla sanità pubblica e la ricerca
L’importanza di una terminologia condivisa risiede nella possibilità di affrontare l’obesità non solo come un problema individuale, ma come una sfida di salute pubblica che richiede un approccio multidisciplinare e integrato. La nuova tassonomia offre una classificazione basata su evidenze scientifiche e consente di personalizzare gli interventi in base alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente.
L’adozione di questa tassonomia permetterà di:
- Migliorare la comunicazione tra professionisti sanitari, garantendo un approccio uniforme nelle diagnosi e nei trattamenti.
- Potenziare la ricerca scientifica, facilitando il confronto dei dati epidemiologici tra diversi Paesi.
- Guidare le politiche sanitarie nazionali, consentendo interventi più mirati e strategie di prevenzione efficaci.
- Ridurre lo stigma sociale, promuovendo una visione dell’obesità come una condizione medica complessa e non semplicemente legata a scelte individuali.
Conclusioni
L’iniziativa italiana rappresenta un importante passo avanti per la sensibilizzazione e la gestione dell’obesità, promuovendo un approccio basato su scienza, inclusività e collaborazione tra istituzioni, accademici e associazioni di pazienti. Il documento adattato contribuirà a migliorare la qualità dell’assistenza e a rafforzare le politiche sanitarie mirate alla prevenzione e al trattamento dell’obesità nel nostro Paese.
Per maggiori informazioni, il documento completo è disponibile sul sito dell’EASO e presso le istituzioni coinvolte nel progetto.
