L’HEALTH CITY MANAGER TRA LE BETTER PRACTICE GLOBALI NEL REPORT HEALTH INCLUSIVITY IN ACTION DI UCL
Un grande riconoscimento per l’Health City Institute è stato comunicato dall’University College of London, con la pubblicazione, come case study globale, nel report HEALTH INCLUSIVITY IN ACTION il progetto italiano che riguarda l’Health City Manager, sviluppato da HCI, con ANCI, grazie al sostegno del Dipartimento per le politiche giovanili del Governo.
Nel 2022 vi è la prima pubblicazione da parte di Economist Impact dell’Inclusivity Index ( Indice di inclusività sanitaria). L’Indice è il primo benchmark globale al mondo che valuta gli sforzi dei governi per garantire che una buona salute sia accessibile a tutti.
Nel 2022, FASE UNO ha esaminato la politica sanitaria nazionale e le infrastrutture di 40 paesi per valutare l’inclusività dei loro sistemi sanitari, concentrandosi su tre aree politiche: salute nella società, sistemi sanitari inclusivi e persone ed empowerment della comunità.
La seconda fase , pubblicata nel novembre 2023, ha evoluto la metodologia di ricerca e include le informazioni di oltre 42.000 persone per comprendere meglio le loro barriere ed esperienze durante l’ottenimento dell’assistenza sanitaria, prima di confrontarle con la valutazione delle politiche stabilita nella prima fase.
Per raggiungere un mondo più sano ed equo, l’inclusività sanitaria è diventata un principio fondamentale sul quale puntare. Mentre la lotta per l’assistenza sanitaria e per le risorse che promuovono la salute persiste in tutti i paesi e le comunità, alimentata da una miriade di sfide socioeconomiche, culturali e strutturali, il report evidenzia storie che illustrano il potere dell’azione creativa e cooperativa per superare anche le disparità sanitarie profondamente radicate. Il casebook 2024 intreccia narrazioni provenienti da tutto il mondo, evidenziando come le varie sfide dell’inclusività sanitaria siano state affrontate con creatività, determinazione e unità. Utilizzando spunti tratti dall’Health Inclusivity Index di Economist Impact, come misura completa dell’accessibilità e della reattività del sistema sanitario, questi casi di studio forniscono una comprensione dettagliata delle complessità nel raggiungimento dell’equità sanitaria. Ogni studio è un faro che illumina soluzioni tangibili ed efficaci strategie che hanno smantellato con successo le barriere all’inclusività sanitaria. Dalle innovative iniziative sanitarie basate sulla comunità agli interventi politici trasformativi, queste storie stimolanti esemplificano i diversi approcci e gli sforzi collaborativi essenziali per creare sistemi sanitari inclusivi. È importante sottolineare che il casebook va oltre la semplice documentazione: offre raccomandazioni politiche attuabili basate sulle lezioni apprese e sulle revisioni di risultati e impatto. Basate su esempi di vita reale e guidate dai principi di equità, le raccomandazioni forniscono una tabella di marcia per i decisori politici, i professionisti sanitari e le parti interessate per apportare cambiamenti significativi a livello locale e globale. Per raggiungere l’inclusività sanitaria è necessario un approccio olistico che affronti i determinanti sociali della salute, promuova l’inclusività nell’erogazione dell’assistenza sanitaria e favorisca le partnership intersettoriali. Condividendo queste narrazioni, i loro successi e le sfide, si punta a raggiungere l’aspirazione di avere una equità sanitaria reale.
L’inclusività sanitaria non è un gioco che non porta a niente di concreto ; in realtà, è esattamente l’opposto. Promuovere una migliore cura di sé e per più persone, guida la resilienza dei sistemi sanitari, migliorala produttività e rafforza il contratto sociale. Comprendendo meglio le esperienze vissute da parte di coloro che cerchiamo di aiutare, possiamo superare i pregiudizi e diventare agenti per l’inclusività sanitaria.
Sebbene le stime varino, è ampiamente accettato che l’accesso all’assistenza sanitaria rappresenti solo circa il 10% della salute di una popolazione, mentre il resto è influenzato da fattori socioeconomici più ampi.
L’esperienza di salute di ogni individuo è profondamente modellata dalle sue circostanze uniche quindi dobbiamo prima riconoscere e comprendere le barriere esistenti alla salute e al benessere, siano esse fisiche, socioeconomiche o sistemiche, prima di lavorare attivamente persmantellarle. Le barriere ben definite includono disabilità, età, razza, etnia, genere e sessualità, mentre fattori meno visibili come solitudine, limiti di tempo, assistenza o disabilità nascoste, hanno anch’essi un impatto sulla salute.
Questo riconoscimento per Health City Institute costituisce la pietra angolare del nostro approccio alla promozione dell’inclusività della salute in un mondo in cui la salute e l’accesso all’assistenza non dovrebbero essere determinati dall’identità, dai privilegi o dalla situazione di vita di una persona. Per comprendere e promuovere veramente l’inclusività della salute, dovremmo affrontare questa complessità con sfumature, riconoscendo che non è un gioco a somma zero, ma piuttosto un viaggio collaborativo in cui tutti possono guadagnare. Tutti possono, da una prospettiva sociale, economica o sanitaria, diventare vulnerabili, come abbiamo imparato durante la pandemia di Coronavirus. Tuttavia, bisogna agire per rimuovere le barriere personali, sociali, culturali e politiche che impediscono a individui e alle comunità di godere di una buona salute fisica e mentale e di una vita pienamente realizzata, può significativamente mitigare tali vulnerabilità nel lungo periodo.
Promuovere l’inclusività della salute va oltre l’affrontare le disparità; si tratta di riconoscere la ricchezza della diversità umana e il suo contributo al nostro benessere collettivo. L’inclusività sanitaria è cosa significhi chiedere uguaglianza e agire in modo equo, ma insiste anche sul fatto che questi obiettivi siano sempre mediati da una comprensione di chi è, e chi non è, incluso nella condivisione delle risorse, nei processi decisionali, nell’implementazione delle politiche, e così via. Questo approccio è sia giusto che pragmatico, poiché non possiamo migliorare la salute e il benessere della comunità e della società senza includere tutti i membri dove si trovano, al contrario di dove pensiamo che dovrebbero essere.
Pensare in modo inclusivo è un impegno continuo – è un percorso segnato da progressi incrementali.
Pensare in modo inclusivo accetta e considera le esperienze vissute e ci invita non solo a chiederci cosa colma il divario tra le differenze nelle nostre realtà biologiche e socioeconomiche, ma a comprendere e affrontare come le persone vengono escluse, perdono i diritti connessi alla salute e diventano invisibili nel processo. Dando vita al concetto di inclusività sanitaria attraverso esempi globali come “punti luminosi”, si spera di garantire rilevanza, suscitare interesse e mobilitare l’azione, e contribuire a rendere l’inclusività sanitaria una realtà per tutti.
Una inclusività sanitaria applicata, uno strumento per ispirare il dialogo politico e l’azione verso sistemi sanitari più inclusivi a livello globale, l’indice di inclusività sanitaria di Economist Impact affronta l’assenza di dati assemblando una base di prove internazionale per aiutare i decisori politici, gli enti regolatori, gli accademici e altri professionisti a lavorare verso una maggiore inclusività sanitaria per tutti.
