INDAGINE “SALUTE E QUALITÀ DELLA VITA NELLE AREE INTERNE”

A cura di Cities+

Campione: 1.200 cittadini adulti residenti in comuni delle aree interne italiane
Periodo di rilevazione: aprile-maggio 2025
Metodologia: CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) e telefonica
Margine di errore: ±2,8%

1. Accesso ai servizi sanitari

  • Il 68% dei rispondenti dichiara difficoltà nel raggiungere un ospedale in tempi adeguati.
  • Il 57% segnala criticità nella disponibilità del medico di base, con frequenza ridotta o sedi dislocate.
  • Solo il 21% si sente pienamente soddisfatto dell’assistenza sanitaria nel proprio territorio.
  • Il 44% ha dovuto recarsi in un’altra provincia o regione per esami specialistici negli ultimi 12 mesi.

2. Salute e ambiente

  • Il 75% percepisce il proprio ambiente come “salubre” (aria pulita, poco traffico, natura vicina).
  • Tuttavia, il 33% segnala difficoltà ad accedere ad acqua potabile sicura o a sistemi fognari moderni.
  • Il 64% chiede un maggior controllo sull’inquinamento da agricoltura intensiva, cave e impianti industriali presenti in alcune zone.

3. Fragilità sociali e invecchiamento

  • Il 61% dei rispondenti ha più di 60 anni; tra questi, il 49% vive da solo.
  • Il 72% ritiene che la solitudine e l’isolamento sociale rappresentino problemi sanitari gravi.
  • Solo il 18% ha accesso a servizi di assistenza domiciliare continuativa, e spesso solo grazie a reti familiari o informali.

4. Innovazione e salute digitale

  • Solo il 35% ha utilizzato il Fascicolo Sanitario Elettronico.
  • Il 58% non conosce o non ha mai usato la telemedicina.
  • Tuttavia, l’81% si dice favorevole all’apertura di Punti Digitali Facili o Case della Comunità che offrano assistenza digitale e sanitaria di base.

5. Mobilità e accessibilità

  • Il 69% ritiene che la scarsa accessibilità ai trasporti pubblici comprometta il diritto alla salute.
  • Il 51% ha dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie negli ultimi 12 mesi per motivi logistici (distanza, mancanza di mezzi, orari).
  • Solo il 22% dei comuni censiti ha un servizio regolare di trasporto verso strutture sanitarie principali.

6. Proposte prioritarie (scelte multiple)

  • 79%: Attivare ambulatori permanenti o itineranti di prossimità.
  • 73%: Potenziare l’assistenza domiciliare integrata per anziani e fragili.
  • 68%: Creare reti territoriali di salute comunitaria, con coinvolgimento di volontari, farmacie, enti locali.
  • 62%: Sviluppare Punti digitali facili e formazione all’uso dei servizi sanitari online.
  • 55%: Integrare salute, trasporti e servizi sociali in un’unica cabina di regia territoriale.

7. La voce dei cittadini (citazioni aperte)

“Il mio medico è a 40 minuti di auto, e non guido più. Chi pensa a noi?”
— Maria, 82 anni, Potenza provincia

“Viviamo bene, ma siamo invisibili. Per un’ecografia, due mesi e tre autobus.”
— Giorgio, 59 anni, entroterra ligure

“La salute non è solo l’ospedale. È avere qualcuno che ti ascolta ogni giorno.”
— Lucia, 67 anni, Appennino marchigiano

Conclusioni

I dati raccolti mostrano un’Italia a due velocità, dove il diritto alla salute è ancora fortemente condizionato dalla geografia. I cittadini delle aree interne chiedono una sanità più vicina, personalizzata, integrata e digitale, senza perdere però il valore della relazione e della comunità. Il messaggio è chiaro: non basta portare la rete nei territori, bisogna ricucire le reti sociali e sanitarie.