L’HEALTH CITY MANAGER: UNA NUOVA FIGURA CHIAVE PER CITTÀ SANE, EQUE E SOSTENIBILI

Nel cuore delle nostre città si intrecciano sfide complesse: inquinamento atmosferico, disuguaglianze sociali, sedentarietà, malattie croniche, fragilità psicosociali. Fenomeni che raramente trovano una risposta adeguata nei soli ambiti sanitari, ma che richiedono un approccio integrato, multisettoriale e territoriale. È in questo contesto che si inserisce la figura innovativa dell’Health City Manager: un professionista che opera a cavallo tra governance urbana e promozione della salute, con il compito di rendere il benessere collettivo una priorità trasversale nelle politiche comunali.

Una figura ponte tra sanità, ambiente e urbanistica

L’Health City Manager nasce dall’esigenza di tradurre il principio di “Health in all Policies” in azione concreta. Non si tratta di un medico, né di un urbanista in senso stretto, ma di un coordinatore intersettoriale capace di leggere la città con gli occhi della salute pubblica. Il suo ruolo consiste nel:

  • promuovere politiche urbane salutogeniche,
  • integrare la salute nei piani urbanistici, nei trasporti, nell’edilizia scolastica e nella mobilità,
  • facilitare la collaborazione tra assessorati, aziende sanitarie, ARPA, terzo settore e cittadini,
  • monitorare indicatori di salute urbana e disuguaglianze,
  • orientare gli investimenti pubblici verso interventi ad alto impatto preventivo e sociale.

In altre parole, l’Health City Manager è un traduttore istituzionale della salute, capace di connettere dati, bisogni e decisioni.

Perché oggi è indispensabile

Secondo l’OMS, oltre il 70% dei determinanti della salute risiede al di fuori del sistema sanitario. Le città sono il luogo dove si concentrano molte di queste determinanti: qualità dell’aria, accesso al verde, possibilità di muoversi in sicurezza, opportunità educative e sociali, isolamento o partecipazione. La pandemia ha mostrato in modo drammatico quanto la capacità di risposta delle città influenzi l’equità e la resilienza di un Paese.

Eppure, in Italia (e in gran parte d’Europa), le politiche urbane e quelle sanitarie continuano a viaggiare su binari paralleli, spesso senza punti di contatto. L’Health City Manager rappresenta un passo decisivo per superare questa frammentazione.

Le esperienze pilota e il ruolo di ANCI

La figura dell’Health City Manager è stata sperimentata in alcune città italiane, tra cui Milano, Bologna, Genova e Chioggia, all’interno di progettualità coordinate da Health City Institute, con il supporto del Ministero della Salute, del Parlamento Europeo e in stretta collaborazione con ANCI.

Proprio ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani ha assunto un ruolo strategico nella formazione di queste nuove figure, promuovendo momenti di aggiornamento, corsi e seminari dedicati all’urban health, al governo integrato delle politiche locali, all’uso degli indicatori di salute nei contesti urbani. L’obiettivo è creare una rete nazionale di Health City Manager, capace di scambiare esperienze, buone pratiche e strumenti operativi.

La figura è stata inoltre inserita nei documenti programmatici della Giornata Nazionale della Salute nelle Città e nella Carta di Roma per la salute urbana sottoscritta da amministratori, esperti e società scientifiche.

Competenze e profilo ideale

Un Health City Manager deve possedere competenze interdisciplinari che spaziano da:

  • epidemiologia e salute pubblica,
  • scienze ambientali e pianificazione urbana,
  • gestione dei dati e valutazione di impatto sulla salute (HIA),
  • politiche pubbliche e governance multilivello,
  • comunicazione istituzionale e partecipazione civica.

Non si tratta di creare una nuova burocrazia, ma di dare visione e metodo alle politiche urbane, con una chiara missione: garantire che ogni decisione assunta a livello comunale abbia un impatto positivo – o almeno non negativo – sulla salute della popolazione.

Le città come laboratori di salute

Molti Comuni stanno già lavorando su aspetti chiave come la mobilità attiva, la riqualificazione degli spazi pubblici, la lotta alla povertà energetica, l’accesso al cibo sano, la digitalizzazione dei servizi sanitari. Ma senza un coordinamento interno, il rischio è che queste iniziative restino frammentate. L’Health City Manager può diventare l’architetto della salute urbana, capace di tenere insieme le molte anime della città.

Una proposta strategica per il futuro

In un momento in cui i fondi del PNRR, della Politica di Coesione 2021–2027 e dei Programmi Horizon Europe puntano sempre più sulla prevenzione, sulla sanità di prossimità e sulla sostenibilità urbana, la figura dell’Health City Manager è un tassello fondamentale per rendere efficaci e sinergiche le politiche territoriali.

Per questo, il Health City Institute – insieme ad ANCI e ad altri enti di ricerca e formazione – propone che ogni Comune capoluogo di provincia o area metropolitana si doti formalmente di un Health City Manager, con un mandato trasversale, risorse dedicate e un raccordo operativo con la governance regionale.

Conclusione: un investimento per il bene comune

Promuovere salute nelle città non significa solo costruire ospedali, ma costruire comunità sane. L’Health City Manager è lo strumento che consente di fare questo passaggio culturale e operativo: dalla cura alla prevenzione, dalla sanità alla salute, dai servizi alle persone ai luoghi in cui vivono.

In un’Europa che punta alla neutralità climatica, alla giustizia sociale e alla resilienza dei territori, le città non possono più fare a meno di una guida strategica della salute urbana. È tempo che questa figura entri stabilmente nell’architettura istituzionale dei nostri Comuni, con il sostegno delle reti nazionali e internazionali, e con la leadership formativa e politica di ANCI.