Un’Europa più giusta, verde e ambiziosa: l’appello delle città del C40 per una nuova leadership climatica europea
In un momento storico cruciale per il futuro del continente, le principali città europee si uniscono per chiedere un cambio di passo deciso nella lotta alla crisi climatica. Con una dichiarazione congiunta pubblicata dal C40 Cities Climate Leadership Group, oltre 30 sindaci europei sollecitano le istituzioni dell’Unione Europea ad assumere una leadership più ambiziosa, equa e inclusiva nella costruzione di un’Europa climaticamente neutrale.
Questa presa di posizione arriva a pochi mesi dalle elezioni europee del 2024, che delineeranno le priorità politiche per il prossimo quinquennio. Le città, da tempo in prima linea nell’innovazione ambientale e sociale, chiedono che le politiche europee riconoscano e valorizzino il loro ruolo chiave nella transizione verde.
Le città come protagoniste del cambiamento
L’azione climatica si gioca sempre più nelle aree urbane: le città rappresentano oltre il 70% delle emissioni globali di CO₂, ma sono anche i luoghi dove si concentrano soluzioni concrete, innovazioni sociali e partecipazione civica. Le città del C40 hanno già intrapreso percorsi ambiziosi per la neutralità climatica, anticipando spesso gli obiettivi nazionali e dimostrando che una transizione giusta è possibile, necessaria e urgente.
Ma per raggiungere gli obiettivi europei – e globali – non basta l’impegno locale: servono politiche strutturali, finanziamenti adeguati e una governance multilivello che metta le città al centro delle strategie climatiche europee.
Cinque priorità per una nuova agenda climatica europea
La dichiarazione congiunta lanciata dal C40 si articola in cinque priorità chiave, pensate per orientare l’agenda della prossima Commissione Europea:
- Neutralità climatica entro il 2040 Le città chiedono di anticipare di un decennio l’obiettivo di neutralità climatica, portandolo al 2040, in linea con le più recenti evidenze scientifiche. Solo un’azione tempestiva potrà contenere il riscaldamento globale sotto la soglia critica di 1,5°C, come previsto dall’Accordo di Parigi.
- Un Green Deal Europeo più ambizioso e sociale Il Green Deal deve evolvere in una politica economica trasformativa, che non solo riduca le emissioni, ma affronti anche le disuguaglianze sociali, rilanci l’occupazione verde e favorisca l’inclusione. Le città propongono un Green Deal 2.0 centrato su giustizia climatica, coesione territoriale e transizione giusta.
- Investimenti pubblici diretti alle città La transizione ecologica richiede investimenti massicci e stabili. I sindaci chiedono un accesso diretto ai fondi europei – incluso il NextGenerationEU – per progetti locali su edilizia sostenibile, mobilità elettrica, energie rinnovabili e adattamento climatico. Le città propongono anche la creazione di un fondo europeo per le città climaticamente neutre.
- Governance climatica multilivello I governi locali devono essere riconosciuti come partner istituzionali permanenti nei processi decisionali europei. I sindaci propongono la creazione di un Forum Europeo delle Città per il Clima, che dia voce alle amministrazioni locali nei negoziati e nei programmi dell’UE.
- Una transizione giusta per tutte e tutti La transizione ecologica non deve escludere nessuno. Le città chiedono che le politiche climatiche siano sempre accompagnate da misure sociali di compensazione, sostegno ai lavoratori dei settori in transizione, accesso equo all’energia e protezione dei cittadini vulnerabili.
Milano, Parigi, Barcellona, Berlino: modelli di ambizione urbana
Città come Milano, Parigi, Barcellona, Berlino, Varsavia e Amsterdam sono tra le firmatarie del documento. Ognuna di esse ha già attivato piani climatici ambiziosi: reti ciclabili, tram elettrici, edilizia a emissioni zero, piani per la forestazione urbana e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
- Milano, in particolare, sta investendo nella rigenerazione sostenibile dei quartieri, nella forestazione urbana (ForestaMi), nella mobilità dolce e nell’efficienza energetica degli edifici. Il sindaco Giuseppe Sala, vicepresidente del C40, è tra i promotori della dichiarazione.
- Parigi, con il piano “Paris Climate Action”, punta a ridurre del 50% le emissioni entro il 2030, con un forte focus sulla riduzione dell’uso dell’auto privata e sulla creazione di “quartieri a 15 minuti”.
- Barcellona, pioniera delle superilles (superblocchi pedonali), integra urbanistica sostenibile, salute pubblica e partecipazione cittadina come pilastri della sua strategia climatica.
Un’Europa che ascolta i territori
Il messaggio lanciato dai sindaci è chiaro: non c’è futuro sostenibile senza città protagoniste. L’Europa può guidare il mondo nella lotta al cambiamento climatico solo se sostiene l’azione locale con strumenti concreti, risorse adeguate e un nuovo patto politico tra città, governi nazionali e istituzioni europee.
“L’azione climatica deve essere anche un’azione per la giustizia sociale. Le città sono pronte: ora serve un’Europa coraggiosa e visionaria.” – si legge nella dichiarazione.
La sfida climatica è globale, ma la risposta parte dal basso: quartiere per quartiere, città per città, con il sostegno di un’Europa all’altezza delle sue responsabilità storiche
